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Laboratorio di scritture e altre discipline

  • Redazione

Il bianco zio Santiago adorava la ricotta fresca di giornata accompagnata dalle verdure cotte.

Ogni due giorni due piccole vastedde gli venivano recapitate direttamente al casale dal figlio del pastore distante pochi chilometri, pochi ma pur sempre eccessivi per il vecchio a causa della piaga al collo del l piede che non si decideva a rimarginarsi.

Le erbe commestibili crescevano invece spontanee nella terra fuori, nutrite a sufficienza dalle poche piogge della stagione.

Cominciava il pranzo abbrustolendo una fetta di pane ai cereali , unico vezzo portato come souvenir dal soggiorno al porto francese degli anni brillanti,e ci spalmava sopra una cucchiaiata di formaggio ancora caldo accompagnato da un morso di cicoria, per il resto un po’ di pasta o qualche uova, due cocci d’uva e il pranzo era fatto.

Non aveva altre compagne se non le pecore brade che pascolavano accanto alla cascina ma il vecchio Santiago non soffriva la solitudine. Puliva un poco, leggeva lettere, scriveva ricordi e appunti, faceva il giro dei terreni fino a sentire dolore, aveva pure deciso di non fumare prima della sera.

Contava i soldi, nascosti dove solo Cristo sa, sempre li ricontava per dare credito all’ammontare esatto memorizzato in testa.

Se ne fotteva dei vizi lo zio Santiago, delle pietre azzurre e dei draghi cavalcati dai suoi soci, inchiodati a ostentare il loro sprezzo nelle città occupate dalla nascita.

Solo puzzo e preoccupazioni. Ma contare i soldi gli piaceva davvero, godeva tanto.


*


Stava appunto sistemando le fascette delle banconote in uno dei loculi segreti quando sentì lo sparo del fucile da caccia.

Santiago si affacciò, curioso ma non impaurito, senza notare niente di nuovo tutto attorno tranne un ammasso dai contorni morbidi inerme al centro del campo.

Nell’avvicinarsi scoprì una delle pecore del gregge stramazzata al suolo, con il pelo, già fetido di suo, sporco di sangue nuovo.

Le compagne dopo un breve fuggi fuggi traumatizzate dal botto ritornarono al loro belare mentre alternavano un riposo a una monta in cammino. Era una minaccia? Un avvertimento? Sarà stato uno scherzo di quei cretini dei figli dei miei compagni d affari, vengono su ogni tanto a consumare le loro porcate.


Niente di grave, sono giovani e devono divertirsi con noi vecchi. Tornò a sistemare il tesoro tra i buchi.


*


Forse stavano esagerando. Dopo il caffè della mattina accompagnato da mezzo piatto di avanzi della sera prima e un dito di vino-aveva abbondato di liquore prima di coricarsi e quello era da secoli il solo metodo che conosceva per farsi passare il fastidio alla testa - lo zio ancora brillo si decise per una sana pisciata tra gli alberi del campo.

Accanto al tronco designato trovò una sorpresa di cattivo gusto: una delle pecore era stata impiccata a un ramo dell’albero di ulivo. La bestia aveva sofferto senza dubbi, considerata il mucchio di escrementi depositato ai suoi piedi. Non c era niente da ridere, quegli animali non erano manco suoi, ma non vuol dire. Uccidere in questo modo è da screanzati. C’è da spedire un monito a chi di dovere. Prese la sua penna e incise sulle pietre rotolanti ferme frasi di monito.

La risposta arrivò prima di sera tramite un pezzo di carta accartocciato recapito davanti la porta di casa sua, e le parole scritte sopra non davano le spiegazioni richieste.

«Tu hai perso il cervello a stare solo. Non possiamo fidarci più di un pazzo che ogni giorno vede diavoli. Abbiamo deciso di farti fuori, e stai lontano dai ragazzi o fai la fine di quella pecora».

Fuori? E chi se ne fotte, ogni cosa da fare è stata fatta, ora ho meno pensieri in testa e posso finalmente stare zitto tutto le volte che voglio.

Con questi pensieri, e con la convinzione di essere stato una vittima di una trappola per escluderlo da ogni futura decisione, Santiago si trascinò verso il letto, il giorno dopo c’era da scavare una buca per quei cadaveri. La stagione fredda non minacciava odori o parassiti ma non era comunque un bel vedere ed era un lavoro che andava fatto.

Buonanotte infami, inculatevi pure fra di voi.


*


Le piastrelle bianche del bagno lo costringevano a tenere chiusi gli occhi mentre si ritrovava rannicchiato nudo in un grosso bacile metallico. Delle braccia senza volto lo spingevano dalla testa dentro la vasca piena d’acqua trasparente tenendolo dentro fino a quasi fargli perdere i sensi. Una volta riemerso le stesse braccia lo asciugavano con estrema cura con dei panni nuovi per poi riannegarlo e ripetere il rituale fino a quando la pozza si prosciugò per il continuo movimento e venne fatto alzare per terminare con gli stessi stracci di prima, inumiditi. Santiago sentiva il corpo morbido e levigato.


Il risveglio non si presentò altrettanto assolutorio. Contrariando la sua nuova abitudine decise di accendersi una sigaretta ancora turbato dal sonno. Evitò il caffè e volle terminare il fumo all’aria aperta, ignaro dello spettacolo schifoso che lo stava aspettando.

L’intero appezzamento era intriso di sangue. Tutte le pecore erano state devastate senza ritegno e sparpagliate in ordine casuale.

Il gruppo più vicino alla casa aveva lo stomaco trivellato da colpi di arma da fuoco, due o tre più lontane la gola squarciata. Una, più piccola, carbonizzata, era sdraiata di schiena vicino al recinto in posizione innaturale. Si dice che quando si viene bruciati vivi ad un certo punto il dolore ti fa perdere i sensi e i muscoli si irrigidiscono.

Circondato da quel massacro, lo zio capì. Si avviò verso il capanno dalle porte in lamiera dove venivano riposti gli attrezzi e ne uscì con una grossa pala, un sacchetto di chiodi e due lunghe assi di legno. Una fossa non bastava, i morti vogliono un camposanto dove riuscire a riposare.

In poco meno di due giorni grossa parte della proprietà era ricoperta da buche sormontate da croci costruite a mano, ciascuna con sopra un frutto o un fiore in omaggio.

Con le mani rovinate dal lavoro, il petto nudo e gli occhi incavati per la fatica, Santiago chiese al vento se potesse bastare, se il piede del collo potrà mai smettere di sanguinare.

No. Non potrà mai bastare.

In un attimo fu circondato da tuoni e sirene, le guardie blu lo presero di soprassalto trascinandolo via mezzo nudo com’era, senza che la vittima dell’agguato opponesse la minima resistenza.

«Bravi, siete stati bravi», mormorò agli invasori.


*


Santiago passò la fine dei suoi giorni chiuso in una camera bianca, con la testa ricoperta di cerotti.



** La guerra tra poveri associa la scrittura di Gianni e i disegni di Emiliano sull’omonima pagina Instagram (@_lgtp_). Una prima parte del loro lavoro è uscito autoprodotto con il titolo di Resisterà sempre (2021).