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Poesia cilena / Pedro Montealegre


L’opera di Pedro Montealegre (Cile 1975-2015) è segnata dall’impeto e dalla vertigine. Il poeta ha avuto una vita breve, ma ci ha lasciato 9 raccolte di poesia vibranti, con una voce viscerale che si esprime a partire da una profonda introspezione, senza risparmiarsi nulla, su diversi temi vitali: il dolore, l’inspiegabile indifferenza di fronte all’altro, l’oppressione operata dal potere, la fiducia nella parola come generatrice di un cambiamento personale, ma anche sociale, e la fede nella poesia come ancora di salvezza davanti alle vicissitudini dell’esistenza umana. L’outsider Montealegre ha poetato dalle crepe della vita, della società, ha trovato la voce lungo la frontiera della marginalità, ha evidenziato che viviamo in un mondo assurdo, comprensibile forse solo attraverso la poesia. Il suo coté da tarocchi e magia ha ampliato l’universo lirico, ha impregnato la poesia di una simbologia propria che gli ha permesso cucire insieme i fili invisibili di parole, messaggi e esperienze che compongono la sua opera attraverso un alone mistico, ermetico, a tratti persino delirante. La poesia di Pedro Montealegre è vemente e cattura il lettore, non solo perché si spoglia dinnanzi a lui senza pudore, mostrandogli tutta la propria fatica, ma anche perché gli propone di distruggere se stesso per iniziare una ricerca originale che lo possa portare a una ricostruzione personale, per riallinearsi al proprio intorno, ristabilendo un fertile dialogo con la vita e il mondo o, semplicemente, ottenendo alcune risposte che permettano di continuare.

Mario Pera



FRATELLI / 1


Cadevano verdi i bambini. Io ero uno di loro,

cercando il mulino, la memoria di vedersi

come una spiga in più nel vento. Un’altra pietra

che appoggi il suo peso sulla memoria: rinascendo

la voce e la paura delle tracce. Le stelle disperse

in mezzo alla tazza, vestiti di bianco, pregando i frutti

perché aprano le loro stigmate come un po’ di voce.

Cadevano verdi i bambini. E i genitori intrecciavano

la nebbia di mezzogiorno, rompendo il vetro.

Nascevano dai fiori, aspettando il volo

che li rende semprevivi, senza raggio, né pioggia.

E io sapevo che la vita è un cerchio di licheni

e che le ore sono sorelle che pettinano le loro bambole.

Cadevano verdi i bambini: le mie mani di segatura

cadevano subito dopo e non riuscivano a prenderli.


(…)


*

HERMANOS / 1


Caían verdes los niños. Yo era uno de ellos,

buscando el molino, la memoria de verse

como una espiga más sobre el viento. Otra piedra

que ponga su peso en la memoria: renaciendo

la voz y el miedo a los rastros. Las estrellas dispersas

en medio de la taza, vestidos de blanco, rezando a las frutas

para que abran su estigma como un poco de voz.

Caían verdes los niños. Y los padres trenzaron

la niebla del mediodía, rompiendo ese vidrio.

Nacieron de las flores, a la espera del vuelo

que los hizo siemprevivos, sin rayo, ni lluvia.

Y yo supe que la vida es un cerco de líquenes

y que las horas son hermanas que peinan sus muñecas.

Caían verdes los niños: mis manos de aserrín,

cayeron después y no alcanzaron a recogerlos.


(…)


*


Cos’è la spaccatura, il taglio aperto della parola - o una buca stradale - persino una ferita

al femore della città, di un uomo che è città, rotture come genere

diviso da un’unghia - letale, macellaia - per un dolore canino e chiamato dire e guardare e dolore

dell’occhio diviso con la lametta da barba, dolore di chi sputa il marciapiede e produce

uno scorpione giallo. Questa poesia è veleno: un angelo imprigionato dalle sbarre, lo sterno,

uno scarabeo - guardalo: ci sono gemme e oro nel cobalto delle sue ali. È un adolescente

che scrive con la saliva: ci mangiamo il dolore, quale battito ci mangia? Sarò lì

- per te - con la mia cornea. Lì, riproducendo una scissione nella caverna, una pupilla come questa

da gatto - unghie - sottili - da gatto, baffi da gatto, miagolii da gatto: metamorfosi, lo sconforto di

ciò che è diviso da ciò che è nominato: una riga nei capelli è un reticolato molto sottile

per la stilografica dell’urlo primario. Un giorno sei apparso completamente tracciato:

formiche di sangue ordinate sulle tue commisure: non raccontano niente i tuoi vertici. Hai detto: sono

[canone: hai detto:

nella città un ragazzo ha riso come se tutto ciò non importasse. Tutti gli ubriachi sono

un indizio di collera quando dici sono canone, e io accendo un neon, un papavero secco.

Io comincio a rompere una placenta di madre. Cos’è la spaccatura se non un parto. Io

ti dico: vengo - tutto tu coordinate, tutto referenze – ogni morto ti dice: ogni taglio ti ama.


*


Qué es la rajadura, el tajo abierto de la palabra - o un hoyo en la calle - incluso una herida

en el fémur de la ciudad, de un hombre que es ciudad, roturas como género

partido por una uña - letal, carnicera - por un colmillo dolor y llamado decir y mirar y dolor

de ojo dividido con cuchilla de afeitar, dolor de quien escupe la vereda y produce

un alacrán amarillo. Este poema es veneno: un ángel preso en el barrote, el esternón,

un escarabajo - míralo: hay gemas y oro en el cobalto de sus élitros. Es un adolescente

escribiendo con saliva: nos comemos el dolor, ¿qué latido nos come? Estaré ahí

- por ti - con mi córnea. Ahí reproduciendo en la caverna una escisión, una pupila como ésta

de gato - uñas – finas - de gato, bigotes de gato, maullido de gato: metamorfosis, el desespero de lo partido por lo nombrado: una raya en el pelo es un reticulado muy fino

por el lápiz de tinta del principal alarife. Un día apareciste completamente trazado:

hormigas de sangre ordenadas en tus comisuras: nada cuentan tus vértices. Dijiste: soy canon: dijiste: en la ciudad un chico se rió como si ello no importara. Cada ebrio es

un indicio de cólera cuando dices soy canon, y yo enciendo un neón, una amapola seca.

Yo comienzo a romper una placenta de madre. Qué es la rajadura sino un parto. Yo

te digo: vengo - todo tú coordenadas, todo referencias - cada muerto te dice: cada tajo te ama.


*


QUOTIDIANO


Rido, ballo, ma a volte inciampo,

picchio i denti, mi cadono tutti.

Sogno di avere i pidocchi,

brama la terra, qualcuno

è colpevole. Allora, né il notiziario

né le poesie. La ferita


si fa sottile:

è un ghigno, e cosa fai

mangiando palline di polistirene

mentre innaffi le piante

fameliche

come te? No,

non rispondere.


*


A DIARIO


Me río, bailo, pero a veces tropiezo,

me doy en los dientes, se me caen todos.

Sueño que me salen piojos,

brama la tierra, uno

es culpable. Entonces, ni el noticiero

ni los poemas. La herida


se hace fina:

es un rictus, y ¿qué haces

comiendo bolitas de aisapol

mientras riegas las plantas

famélicas

como tú? No

contestes.


*


13


E cosa sarebbe. Il dolore guardandoti. Ruota di criceto

all’interno del rigato occhio del gatto, come scherzo, caleidoscopico,

mirino del fucile.

O spioncino della porta. Boccaporto della barca. Tonda gomma per legare i biglietti.

Il dolore. Fisicamente parlare con te. Scoprire punti.

Temporalità: ciò che fa a una mela

verde: oggettiva: verità. Non

dare pezzi al gatto, perché morirà. Non

dare un pezzetto di verità al ragno:

morirà. Così semplice: rondini,

operai che portano fuori le macerie dall’appartamento

di fronte alla tua porta.


I tuoi fratelli

sono cresciuti senza di te. Questo è la porta. I tuoi genitori

invecchiano: prima nelle fotografie c’era uno spazio

- dove tu credevi di mancare -: adesso

è sparito. Questo è la porta.

Che bussano

dietro. Avanti. Un dolore

come l’aroma

tostato del sesamo.

Di un fiammifero che si accende

quando arriva la brezza,

l’odore della discarica

qualche chilometro

più in là.


E cosa sarebbe di lui. O dell’emicrania

bollente - di chi muore - dicendo qualcosa

con diversa luminosità: ciò che non senti

mentre le pareti si disfano come pane inumidito

in acqua. La rivelazione,

un percorso dove fuggono

fantasmi di polvere,

fratelli che mettono

il dito, il vasetto

di marmellata vuoto.

Il dolore che tocca il bordo della foglia

come se solo con questo gesto

germogliasse il verde.

Una famiglia d’aria

incerta

ti invade. Proprio adesso

uscirà qualcosa

di carta.

Né tu né io

possiamo vederlo.


*


13


Y qué sería. El dolor mirándote. Rueda de hámster

al interior de rajado ojo de gato, como broma, caleidoscopio,

mirilla de escopeta.

O de puerta. Escotilla de barco. Redonda goma de atar billetes.

El dolor. Físicamente hablar contigo. Descubrir puntos.

Temporalidad: lo que hace a una manzana

verde: objetiva: verdad. No

le des trozos al gato, porque morirá. No

les des un trocito de verdad a la araña:

morirá. Tan simple: golondrinas,

obreros sacando escombros del piso

frente a tu puerta.


Tus hermanos

han crecido sin ti. Eso es puerta. Tus padres

envejecen: en las fotografías antes había un hueco

- donde tú creías faltar -: ahora

ha desaparecido. Eso es puerta.

Que tocan

atrás. Delante. Un dolor

como el aroma

tostado del sésamo.

De un fósforo que se enciende

cuando llega la brisa,

el olor del vertedero

unos kilómetros

delante.


Y qué sería de él. O de la migraña

hirviente - de quien muere - al decir algo

con otra luminosidad: lo que no oyes

mientras las paredes se deshacen como pan humedecido

en agua. La revelación,

una ruta adonde huyen

fantasmas de polvo,

hermanos que meten

un dedo, el frasco

de mermelada vacío.

El dolor tocando el borde de la hoja

como si con sólo ese gesto

brotara el verde.

Una familia de aire

incierto

te penetra. Ahora mismo

saldrá algo

del papel.

Ni tú ni yo

podemos verlo.


*


Appare una bugia, ladra della mela dorata, fichi, figli, altre

immagini: ragazzi raccolgono la superficie dell’acqua - il sottozero irrompe -,

signore bionde, un casco biondo, una palla di gelato alla vaniglia i capelli, spazzano e

si spazzolano o no, non lasciano piste per terra, ombra neppure, biglietto dell’autobus no, bastoncino

del chupachups neppure, spazzato tutto, nominato tutto. Una bugia - corri, la tenda, luce

che definisce l’aria - non il contrario - problemi di traduzione: bona nit, segua il nom de la nit.

La riga di polvere da sparo attraverso le persiane, pixel bianchi: fuori, una moto

passa, sega - se il rumore fosse animale sarebbe coccodrillo - e quale rumore sei tu: sono rumore gnu,

sono rumore mosca, il rumore uccello, l’aquilotto con la sua lunga I latina. Dylan Thomas, il gatto,

fa rumore Manuel, fa rumore Pedro. Dice: ho fame con Miao. O Niao.

Ma quando ronza il vangelo, getto d’inchiostro che perde la seppia, dico: questo,

televisione, realtà, giornale: soggettivo è l’altro - multiplo -, quando Manuel (Miao)

mette un filo nell’occhio delle cose. O quando Pedro (Niao) infili l’ago e dici AHI:

Da leggere Ahi: freddo, c’è ghiaccio sulla superficie dell’occhio. Ci sono bambini fighetti; hanno

[ bruciato

una mendicante e dicono: Ahi, non sapevo che sarebbe bruciata. Da leggere Ahi: assassinato e bruciare.

Televisione. Giornali. Cos’è per loro un ramo di ortiche? Il dibattito: le stelle

senza nome - o ingannevoli - proprietà dello spettacolo. Appartamento Grotta Santa: natale

del 2005. Appare una bugia: troviamo l’equilibrio sulla punta di un pezzo d’uomo.

Potrebbero essere i testicoli recisi di Dylan. Leggiamo Marx, Manuel. Cosa

significa oggigiorno leggere Marx? Penso al Cile: il Teatro della Lupe quando, pelle, canta:

falsità ben collaudata, studiato simulacro. Lo dice Frederic Jameson! Risata: poi,

la cronaca interminabile di Enrique Falcón. I poveri scrivono su due tipi di carta:

sul fango e sul sangue. Siccome hai l’aspetto, pietroso e Pedro, di fermarti qui.


*


Una mentira aparece, ladrona de la manzana dorada, higos, hijos, más

imágenes: chicos recogen la superficie del agua - el bajo cero irrumpía -,

señoras rubias, un casco rubio, una bola de helado de vainilla el pelo, barren y

se barren o no, no dejan pistas en suelo, sombra no, boleta de autobús no, palo de

chupachups no, barrido todo, nombrado todo. Una mentira - corre tú, la cortina, luz

definiendo el aire - no al revés - problemas de traducción: bona nit, siga el nom de la nit.

La pauta de pólvora a través de persianas, píxeles blancos: afuera, una moto

pasa, aserra - si el ruido fuera animal sería cocodrilo - y qué ruido eres tú: soy ruido ñu,

soy ruido mosca, el ruido treile, el aguilucho con su larga I latina. Dylan Thomas, el gato,

tiene ruido Manuel, tiene ruido Pedro. Dice: tengo hambre con Miau. O Ñau.

Pero cuando zumba el evangelio, el chorro de tinta que echa la sepia, digo: esto,

televisión, realidad, periódico: subjetivo es lo otro - múltiplo -, cuando, Manuel (Miau),

pones hilo en el ojo de las cosas. O cuando, Pedro (Ñau), clavas la aguja y dices AY:

Léase Ay: frío, hay hielo en la superficie del ojo. Hay niños pijos; han quemado

a una mendiga y dicen: Ay, no sabía que iba a arder. Léase Ay: asesinato y arder.

Televisión. Periódicos. Qué son ante ellos un ramo de ortigas. El debate: las estrellas

sin nombre - o mentidas - propiedad del espectáculo. Piso Cueva Santa: natividad

del 2005. Una mentira aparece: nos equilibramos en la punta de un trozo de hombre.

Podrían ser los cercenados testículos de Dylan. Leemos a Marx, Manuel. ¿Qué

significa hoy día leer a Marx? Pienso en Chile: el Teatro de la Lupe cuando, piel, canta:

falsedad bien ensayada, estudiado simulacro. ¡Lo dice Frederic Jameson! Risa: luego,

la crónica interminable de Enrique Falcón. Los pobres escriben en dos tipos de papel:

en barro y en sangre. Cómo tienes cara, pétreo y Pedro, de detenerte aquí.


*


Hai la faccia di chi vede nella luce, fluorescenza da morto. La periferia della città

- non la Radio di madame Curie – visibile anche a occhi chiusi.

Radioattività del grillo - nove anni, capelli guscio di castagna - lo indovinavi tornasole

per la sua sola velocità. Ma un’altra cosa sanguina: un’altra età pretende di occupare lo spazio

anodino. C’è una finestra? Militiamo - oh, buco impercettibile! - la voce: voce che

dici tu di tutto questo: A) Un nipote, 16 anni, asimmetria - gioco virtuale - : decorazione

di quello reale. Beneficio: ala di moscerino per una sola immagine: spettacolo. Speculo:

specchio rancido del dire, non sostieni la tua plusvalia, 16 anni il nipote: immacolato il

passero tra i byte, senza linguaggio, velocità - riempire il bicchiere, sì. Punto B), storia:

soffrono i morti - vergogna: non sepolti? - cosa fai tu, con il tuo tatuaggio, gonfiando

il corpo di segatura. Strada: autobus per Manises giallo, Viale del Cid - non alludiamo

al pioppeto santiagheno, lontano Cile - poeti e giochi di pantomima - ego

e terre di cosa - fondatori di cosa: Pedrito e il lupo. Viene il Lupo! Viene!

C’è una ragione per mangiarsi le unghie o succhiare il pistillo? Cosa dici di questo, mondo (o nesso):

uno scomparso ormai non parla attraverso la crosta. Poesia, cosa dici: lettera del matto. Iride

mezza sbucata (alga o qualcosa, simile alla sabbia: è la città: non c’è sabbia: finestra di

Manuel, politica locale, discorsi - Fenice o stornella -, alimento del soggetto; Rivoluzione

d’elica e nient’altro. Appare una bugia, mentre raddoppiamo, raddoppi - siamo

proprietà pirata, dobloni - regi di tetti, estrattori di vapore, antenne

che catturano la pulce, soggetti al vagabondo, guardare: sguardo meno guardato, come

il suo passo, verso nulla - un fico - soggetti al divenire, ciechi, rozzi.

Si definisce scorpacciata? Cos’è quello traslucido? Figlio morto, figlio povero - adesso sudi,

strada di Manises, e non significa nulla. Questo testo - la sua logica - per una goccia di

fango, bile: occhio di cane guasto, meno. L’affogato è faccia e meno è sempre meno.


*


Cómo tienes cara de ver en luz, fluorescencia de muerto. El extrarradio de ciudad

–no el Radio de madame Curie - también visible con ojos cerrados.

Radioactividad del grillo - nueve años, pelo corteza de castaña - lo adivinabas tornasol

por su sola velocidad. Pero otra cosa sangra: otra edad pretende ocupar el espacio

anodino. ¿Hay ventana? Militamos - ¡oh, agujero imperceptible! - la voz: voz, qué

dices tú de esto: A) Un sobrino, 16 años, asimetría - juego virtual -: decoración

de lo real. Beneficio: ala de drosófila por una sola imagen: espectáculo. Espéculo:

espejo rancio del decir, no puedes tu plusvalía, 16 años el sobrino: inmaculado el

gorrión entre bytes, sin lenguaje, velocidad - llenar el vaso, sí. Punto B), historia:

duelen muertos - vergüenza: ¿sin enterrar? - qué haces tú, con tu tatuaje, inflando

tu cuerpo de aserrín. Calle: autobús a Manises amarillo, Avenida del Cid - no aludimos

la Alameda santiaguina, lejos Chile - poetas y juegos de pantomima - egos

y geas de qué - fundadores de qué: Pedrito y el lobo. ¡Viene el Lobo! ¡Viene!

¿Hay razón en devorar uñas o chupar el pistilo? Qué dices de esto, mundo (o nexo):

un desaparecido ya ni habla por la costra. Poema, qué dices: carta del loco. Lis

a medio salir (alga o algo, tirado en arena: es ciudad: no hay arena: ventana de

Manuel, política local, discursos - Fénix o loicas -, alimento de sujetos; Revolución

de hélice y no otra. Una mentira aparece, mientras doblamos, dobleces - somos de

propiedad pirata, doblones - regios de azoteas, extractores de vapor, antenas

captando la pulga, sujetos al vagabundo, ver: mirada menos mirada, igual

paso suyo, dirección hacia nada - un higo - sujetos al devenir, ciegos, zafios.

¿Se define el hartazgo?, ¿qué es lo traslúcido? Hijo muerto, hijo pobre - ahora sudas,

calle de Manises, y nada significa. Este texto - su lógica - para una gota de

barro, bilis: ojo de perro dañado, menos. El ahogado es cara y menos siempre es menos.

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